AROMATERAPIA CHEMIOTIPIZZATA

ALAMBICCO
AROMATERAPIA
2 dei più bei libri di aromaterapia, il primo Aromatherapie exactement fu il primo trattato scientifico sull’uso degli oli esenziali , va a Pierre Franchomme e coll. il merito di aver stilato i criteri per l’utilizzo corretto degli oli essenziali. Egli ha introdotto i criteri di definizione di un olio essenziale:la specie botanica, l’organo produttore e il concetto di chemiotipo ossia il “principio attivo” degli oli essenziali. Nozione fondamE per un utilizzo appropriato di questi concentrati della natura.
La “carta d’identità ” di un olio deve avere almeno 3 criteri guida
1) LA SPECIE BOTANICA composta dal genere ad esempio LAVANDA seguita dalla specie ad esempio ANGUSTIFOLIA perchè esistono numerose specie di lavanda alcune molto diverse le une dalle altre con indicazioni completamente differenti e possibili controindicazioni. Per esempio la LAVANDA STOECHAS contiene dal 25 al 42% Fenchone e dal 15 al 28% di Canfora due composti abortivi e neurotossici e nessun chemiotipo “calmante” che invece ha la LAVANDA ANGUSTIFOLIA o VERA. Perciò scrivere metti 10 gocce di Lavanda nella vasca da bagno è improprio se non si scrive che tipo di lavanda.
2) La specifica dell’eventuale organo produttore della pianta ossia da che parte della pianta si ricava l’olio essenziale. Ad esempio l’arancio può dare 3 tipi di oli essenziali completamente diversi dalle foglie si ricava per distillazione un olio molto calmante come la lavanda vera ossia il PETIT GRAIN BIGARADE che contiene fino al 50 e più % di ESTERI i chemiotipi “calmanti”, mentre dalla buccia di arancio si ricava per pressione un olio ricco in Limonene potente detossificante epatico e antisettico atmosferico, fino al 90 % di limonene, ma la percentuale degli esteri è molto inferiore all’olio ricavato dalle foglie. Dai fiori si ricava l’olio essenziale di Neroli dal profumo meraviglioso e dal costo proibitivo ma a dispetto del profumo è molto più antisettico che calmante. Monoterpenoli dal 40 al 45% (chemiotipi antiinfettivi) Monoterpeni dal 35 al 40% (antisettici) gli esteri (calmanti) dal 4 al 20%.
3) infine l’elemento determinante come accennato sopra il o i chemiotipi presenti Linalolo, Carvacrolo ecc che un esperto di aromaterapia conosce e sa quindi come utilizzarli, come diluirli e quando invece non utilizzarli.
Il secondo è un trattato di Faucon molto interessante e aggiornato.
Questi due libri (e molti altri) sono pietre miliari dell’aromaterapia alla francese”che consiglio vivamente…e ovviamene rigorosamente in Francese. Comunque in internet ci sono ottimi siti (sempre in francese tipo aroma-zone, pranarom, florame, passportsante.net ecc) dove descrivono la composizione biochimica degli oli…buona lettura
La prima foto è lavanda angustifolia la seconda è la stoechas simili nel fiore completamente diversi gli oli.
foto di Daniele Santagà.
foto di Daniele Santagà.
foto di Daniele Santagà.
foto di Daniele Santagà.
Pubblicato in Naturopatia, News
2 commenti su “AROMATERAPIA CHEMIOTIPIZZATA
  1. Marzia D'Annibale scrive:

    Dottore a mia figlia di 14 anni il naturopata ha consigliato Estromin perché il ciclo era molto irregolare. Lo ha preso per 3 mesi ed è andato benissimo, ciclo regolare e flusso normale. Ora lo ha smesso da un mese ed il ciclo, pur essendo arrivato regolarmente è molto molto scarso. La domanda è: si può prendere Estromin per periodi lunghi ?

  2. Marzia D'Annibale scrive:

    Dottore a mia figlia di 14 anni il naturopata ha consigliato Estromin perché il ciclo era molto irregolare. Lo ha preso per 3 mesi ed è andato benissimo, ciclo regolare e flusso normale. Ora lo ha smesso da un mese ed il ciclo, pur essendo arrivato regolarmente è molto molto scarso. La domanda è: si può prendere Estromin per periodi lunghi ? Grazie

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