Cos’è l’osteopatia

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StillL’osteopatia è una medicina fondata su basi scientifiche alla fine del XIX secolo da un medico americano, il Dott. A.T. Still il quale sistematizzò un metodo di cura semplicemente usando le mani. Il termine può essere fuorviante in quanto “Osteopatia” deriva dal greco dall’unione di “Osteon” (osso) e “Pathos” (sofferenza). L’osteopatia non cura le malattie delle ossa , semplicemente si vuole dare enfasi al trattamento scheletrico per ridurre le sofferenze.

Still enunciò tre grandi principi:

IL CORPO  E’ UNA UNITA’

IL corpo umano non deve essere diviso anatomicamente in caviglia, ginocchio anca ecc. ma la sofferenza di un arto o di una articolazione può avere relazioni di causa ed effetto con altre zone del corpo ad esempio problemi di articolazione temporo-mandibolare possono essere alla causa di dolori lombari o anche di problemi alle ginocchia, il corpo deve essere analizzato come una unità funzionale e non come segmenti separati.

LA STRUTTURA DETERMINA LA FUNZIONE

Questo è un punto di vista tipicamente osteopatico ossia si ricerca la perfetta funzionalità articolare per ottenere benefici alle funzioni del corpo, basti pensare alle relazioni tra la colonna vertebrale e i plessi nervosi che stanno ai lati della colonna stessa e che innervano i visceri e gli organi interni. Una “colite” avrà sempre una restrizione di mobilità delle vertebre da cui esce la terminazione nervosa che innerva l’intestino.

L’ARTERIA DEVE ESSERE LIBERA

Still diceva sempre “dove il sangue scorre, la non vi è malattia” e questa è un enorme verità, quando arriva sangue ossigenato alle cellule e i prodotti di scarto eliminati, la cellula è praticamente immortale o quasi.

IL CONCETTO DI LESIONE OSTEOPATICA

A questo punto si può definire il concetto di lesione osteopatica e quindi i campi di applicazione di questa metodica.

Una lesione osteopatica è una RESTRIZIONE  funzionale di mobilita’ di un segmento corporeo, muscolo, articolazione, fascia, viscere. A seguito di questa restrizione di mobilità il flusso sanguigno viene alterato, vi è un attivazione del sistema di difesa corporeo con susseguente attivazione del sistema neurovegetativo ortosimpatico, il sistema di lotta o fuga, nell’area di restrizione si realizza uno stato locale o diffuso di ACIDOSI con comparsa di malattia, dapprima funzionale e poi nel tempo si può sviluppare una malattia organica.

RESTRIZIONE DI MOBILITA’à ORTOSIMPATICOTONIAà ACIDOSIàINFIAMMAZIONE

Questa è la sequenza della patologia funzionale, se il problema viene risolto non solo reprimendo l’infiammazione ma rimuovendo le cause che l’hanno prodotta allora la guarigione avviene, altrimenti l’infiammazione si cronicizza e si va verso la malattia vera e propria di pertinenza medicale.

A seconda di dove si trova la lesione osteopatica si utilizzano tecniche diverse, da qui nascono i tre grandi filoni dell’osteopatia.

OSTEOPATIA STRUTTURALE

Forse la parte più conosciuta dell’osteopatia, qui si utilizzano tecniche per liberare restrizioni di mobilità di muscoli, fasce e articolazioni, le tecniche sono i Thrust ossia tecniche di normalizzazione articolari e muscolari dette HVLA High Velocity Low Amplitude tecniche ad alta velocità di esecuzione e di piccola ampiezza. Sempre nella parte strutturali si considerano le tecniche di Mitchell ovvero le Muscle Energy Tecniques METs che sono tecniche di contrazione e rilassamento utili quando è impossibile eseguire le tecniche ad alta velocità o quando  il paziente preferisce un approccio più dolce. Qualora la struttura da trattare sia molto dolente che non si possono usare neanche le tecniche di contrazione o rilascio allora si usano le tecniche conosciute come STRAIN COUNTERSTRAIN o tecniche di Jones dal nome di colui che le ha scoperte, a differenza delle tecniche di Thrust e di Mets in cui si cerca di aumentare la distanza tra i capi articolari o di stirare un muscolo, in questo caso si accorciano le distanze tra i capi articolari o di un muscolo contratto in maniera da annullare a livello neurologico lo stato di contrazione dolorosa.

Tra le tecniche strutturali si possono annoverare anche tecniche più dolci come le tecniche di rilascio mio fasciale che possono essere utilizzate anche per la parte viscerale e la parte craniale, sono tecniche di “ascolto”, di percezione del movimento facilitato ossia di dove scivola meglio il tessuto fasciale rispetto al muscolo, o rispetto ai visceri e si accompagna il movimento e si mantiene fino a due-tre minuti o più e al rilascio di questa tensione si ottiene un movimento maggiore rispetto all’inizio. In altre parole se a destra non riesco a spingere la fascia e a sinistra si, si mantiene la tensione a sinistra, lato facilitato, per un tempo determinato, al termine si rilascia e si ritesta il lato con restrizione di mobilità e si vede il movimento più ampio. Questa è in assoluto la tecnica più dolce e meno invasiva. L’osteopata quindi dispone di un set di tecniche che può utilizzare a seconda del caso, del tipo di restrizione e delle condizioni del paziente.

OSTEOPATIA VISCERALE

Allo stesso modo delle articolazioni o di un muscolo i visceri essendo tutti avvolti da fasce di tessuto connettivo e loro stessi dotati di muscolatura liscia possono andare in contro a restrizioni di mobilità o a spasmi quindi beneficiano delle tecniche di osteopatia “dolce” ossia le tecniche di rilascio mio fasciale. La restrizione di mobilità determina un’alterazione della funzione dei visceri (intestino tenue, intestino crasso, fegato, cuore, polmoni, stomaco, pancreas, vescica biliare).

TECNICA DI POMPAGGIO DEL FEGATO

pompaggio-fegato

 OSTEOPATIA CRANIALE

SutherlandL’osteopatia craniale trae le sue origini dal lavoro di William Garner Sutherland, che scoprì che le ossa del cranio si muovevano durante la crescita e anche dopo che la scatola cranica si fosse ossificata. Si muovono (impercettibilmente) secondo il ritmo della produzione e riassorbimento del liquido cefalo-rachidiano, questo liquido si muove all’interno di una membrana che è la dura madre, la meninge più esterna che è in diretto contatto con il cranio, tramite le sue membrane di tensione reciproca, falce del cervello e tentorio del cervelletto la quale si fissa a livello di C0-C1 e poi a livello dell’osso sacro.

Essendo questa membrana inestensibile una tensione della dura madre si può trasmettere sia a livello del cranio, cervicale, dorsale, lombosacrale e quindi a tutta la parte della struttura muscolo-scheletrica, inoltre si possono avere delle ripercussioni a livello neurovegetativo, immunologico ed endocrino basti pensare che l’ipofisi è situata all’interno della scatola cranica.

L’osteopata testa i movimenti craniali e li corregge se non armonici con delle manovre specifiche direttamente sul cranio, all’interno della bocca e a livello del sacro.

 manovre-cranio

Pubblicato in Osteopatia
2 commenti su “Cos’è l’osteopatia
  1. luce maria vergaro scrive:

    Grazie Vardan per questi splendidi articoli !

    • Daniele Santagà scrive:

      Sono contento che ti piacciano ciao a presto il 21 Marzo sarò a Bioè a Frescada TV per una conferenza sul Fegato comunque lo scriverò su FB e sul sito ciao Grazie

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