CURCUMA, BOSWELLIA E ZENZERO LA TRIADE ANTINFIAMMATORIA E ANTI CORTISOLO

 

INFLAMMAGING

Nel 2000 l’immunologo bolognese Claudio Franceschi e la sua equipe pubblica l’articolo su Annals of the New York Accademy of Sciences ,”Inflamm-aging: an evolutionary perspective on immunosenescensce” da questo studio hanno coniato il termine inflammaging per descrivere uno stato di infiammazione cronica di basso grado che accomuna la quasi totalità delle malattie croniche degenerative, in particolare gli effetti dannosi dell’infiammazione cronica non sono solo i meccanismi infiammatori e le loro conseguenze (Radicali liberi, Advanced glycation end products, fattori di crescita ecc)  ma anche i sistemi evocati da questa situazione cioè l’antinflammaging (cortisolo in eccesso e le sue conseguenze, insulino-resistenza ect). Nell’aprile 2003 appare un altro articolo scientifico su Biochemical Journal (Biochemical Society Transactions) sempre a firma di C.Franceschi e coll. dell’Università di Bologna dal titolo Centenarians as a model of healthy aging”, raccogliendo le evidenze scientifiche dello studio effettuato sui centenari, che durava da più di 10 anni, in cui si sono evidenziate le basi biologiche dell’invecchiamento e della longevità. . L’invecchiamento inoltre è caratterizzato da un aumento dell’infiammazione cronica di basso grado.

La continua esposizione agli antigeni ambientali, esaurisce la risposta immunologica corretta, producendo una diminuita capacità di reazione agli stressor esogeni e mantenendo un costante, infruttuoso, stato di infiammazione. In risposta a questo costante stato di infiammazione di basso grado il corpo vede un up-regulation del sistema antinflammaging creando così un costante aumento di produzione di cortisolo.

Da allora decine di studi scientifici hanno validato questa ipotesi e cercato di dare delle soluzioni a questa situazione. A prescindere dal pur importante corredo genetico (genotipo). L’impatto dello stile di vita (fenotipo) come la corretta alimentazione, corretta attività fisica e gestione dello stress sono le risposte più soddisfacenti per contrastare questa situazione infiammatoria, che è il comune denominatore della maggior parte delle malattie cronico-degenerative che accompagnano, a volte precocemente, l’avanzare degli anni.

 

L’INFIAMMAZIONE

 

L’infiammazione è un meccanismo di difesa innato del nostro corpo e serve a proteggerci da stimoli dannosi esterni e lesivi, che coinvolge le cellule danneggiate, i vasi sanguigni e le proteine al fine di riparare i tessuti danneggiati, rimuovere i tessuti necrotici e iniziare a ripararli. Inoltre le sostanze infiammatorie possono distruggere diversi tipi di antigeni potenzialmente lesivi o tossici (batteri, virus, tossine, sostanze estranee penetrate nel corpo). Gli stimoli lesivi, quali essi siano, innescano una risposta vascolare e connettivale chiamata appunto infiammazione o flogosi, con lo scopo di diluire, distruggere, isolare e iniziare a riparare i tessuti danneggiati.

 

L’INFIAMMAZIONE ACUTA

L’infiammazione acuta viene attivata da: sostanze infettive quali batteri, virus, parassiti, tessuti necrotizzati, corpi estranei ect. Si innescano quindi delle reazioni vascolari caratterizzate da una prima breve fase di vasocostrizione seguita da una più importante fase di vasodilatazione, caratterizzata da aumento termico della zona colpita e conseguente rossore, l’aumento della pressione intravascolare crea prima un iniziale trasudato, cioè fuoriuscita maggiore dai vasi sanguigni nell’interstizio di plasma povero in proteine (ipoproteico), seguita da un aumento della una maggior permeabilità vascolare che fa fuoriuscire un maggior numero di proteine, dai vasi all’interstizio, creando un essudato (iperproteico) cioè l’edema. I fattori tipici dell’infiammazione di fase acuta sono I famosi: CALORE, ROSSORE, GONFIORE, DOLORE E FUNCTIO LAESA. L’infiammazione acuta è di solito di breve durata e vengono poi rimossi i tessuti danneggiati e i leucociti infiltrati nella zona infiammata, con rimozione della stasi e dell’edema e ripresa della funzione della zona colpita e scomparsa del dolore. Se lo stimolo irritativo persiste allora l’infiammazione si cronicizza.

 

 L’INFIAMMAZIONE CRONICA

 

 

CHRONIC INFLAMMATION IS THE MAIN CAUSE OF

DEGENERATIVE DISEASE

‘Inflammatory factors predict virtually all

bad outcomes in humans… having heart attacks

having heart failure, becoming diabetic…

becoming fragile in old age…

cognitive function decline,

even cancer to a certain extent.’

Russell Tracy, Professor of Pathology and Biochemistry,

University of Vermont, College of Medicine

 

In seguito ad infezioni virali, infezioni croniche, sovraccarico tossinico (radiazioni, pesticidi, metalli pesanti etc.), sovraccarichi alimentari (zuccheri, proteine, acidi grassi) lo stato infiammatorio non riesce a spegnere l’evento iniziale che lo ha stimolato e persiste nel tempo. L’infiammazione quando si cronicizza provoca danni importanti all’organismo e ne esaurisce le energie, producendo uno stress ossidativo cellulare importante. È un po’ come avere un piccolo fuoco e tanta legna da bruciare, la legna brucerà lentamente producendo molto fumo e non riuscirà ad eliminarla. Inoltre l’infiammazione a volte si cronicizza per errori del sistema immunitario che vede in cellule del Self dei nemici da eliminare dando origine alle malattie autoimmuni.

 

CHRONIC ►►          EXCESS FREE ►►          MORE

INFLAMMATION         RADICALS                     INFLAMMATION

 

Gli attori principali dell’infiammazione cronica sono piuttosto le cellule mononucleate, linfociti (principalmente TH1e TH2) e i macrofagi. È proprio sull’esagerata attivazione dei Macrofagi, dette anche cellule spazzino che Franceschi e coll. evidenziano il quadro di inflammaging e quindi di immunosenescenza definendola macrophag-aging. Generalmente il finale è un aumento dell’angiogenesi e della fibrosi con conseguente riduzione o perdita della funzione del tessuto o organo e eccessiva produzione di radicali liberi.

Possiamo definire le caratteristiche dell’infiammazione cronica in questi 5 punti:

 

a)      Basso grado

b)     Cronica

c)      Asintomatica

d)     Controllata

e)      Sistemica

 

Le manifestazioni sono meno evidenti della fase acuta, subdole, difficilmente evidenziabili con gli esami di routine. La PCR (proteina C reattiva) non sempre si eleva, bisognerebbe valutarla con la PCR ultrasensibile, la PCR è attivata dall’IL6. Gli altri esami, VES, fibrinogeno, spesso sono nella norma. Alcune citochine (piccole proteine) si innalzano in questa fase come il TNF, IL1, IL 6, che vengono attivate dal fattore di trascrizione NFkB.

NF-kBeta (NF-kB)

Una menzione particolare spetta a questo fattore di trascrizione la cui attività è coinvolta nei processi di stimolo pro infiammatorio. Sotto il nome NF-kB si intende una serie di proteine coinvolte nella trascrizione del DNA cellulare. È coinvolto nell’attivazione di un grandissimo numero di geni in risposta a situazioni di stress, infezioni e infiammazioni. Tutte situazioni che richiedono una rapida risposta alla riprogrammazione dei geni. È una molecola di prima risposta in situazioni di stress, spesso iperattiva negli anziani con conseguente attivazione dell’infiammazione cronica. Normalmente risiede nel citoplasma cellulare legato e tenuto fuori dal nucleo da una serie di sostanze chiamate IkB (Inibhitor of Kappa Beta). In situazioni di stress questo fattore viene distrutto da alcune proteasi e il NF-kB è in grado di penetrare all’interno del nucleo e attivare le risposte pro infiammatorie. L’NF-kB è  il regolatore delle risposte del sistema immunitario innato e acquisito. Quindi poter controllare questo fattore di trascrizione diventa fondamentale nel controllare la cascata infiammatoria e le sue conseguenze. Alcune sostanze naturali presenti nelle spezie e nei cibi vegetali possono mantenere legato l’NF-kB all’IKB, tra queste la Curcumina (Curcuma Longa), l’Incenso  (Boswellia serrata), lo Zenzero (Zingiber Officinalis) e molti altri polifenoli.

 

 

 

 

 

In questo studio dell’Aprile 2008

Ageing Res Rev. 2008 Apr;7(2):83-105. Epub 2007 Sep 20.
Activation of innate immunity system during aging: NF-kB signaling is the molecular culprit of inflamm-aging.
Salminen A, e coll.  si evidenzia che:

“L’immunità innata e adattativa sono i maggiori meccanismi difensivi degli organismi evoluti contro le minacce ambientali e intrinseche. E’ interessante notare che , nell’invecchiamento, l’immunità adattativa declina in maniera significativa, un fenomeno chiamato IMMUNOSENESCENZA, mentre invece l’immunità innata sembra sia attivata il che induce un profilo caratteristico pro infiammatorio. Questo processo è definito INFLAMMAGING….Il regolatore principale dell’immunità innata è il sistema NFkB…La nostra conclusione è che il sistema NFkB sembra essere il colpevole dell’INFLAMMAGING, dato che questo sistema di segnale integra la regolazione intracellulare della risposta immunitaria sia nell’invecchiamento che nelle malattie legate alla vecchiaia”.

 

 

FLOGISEN

 

 

 

Per contrastare l’NFkB e tutte le altre sostanze responsabili dell’infiammazione (leucotrieni, IL2, IL6, TNF ecc) e il responsabile dell’antiinflammaging cioè il cortisolo, abbiamo a disposizione tre piante meravigliose e soprattutto altamente biodisponibili. Il problema di molti principi attivi vegetali è che sono poco assorbiti a livello intestinale a causa della loro natura spesso idrosolubile e quindi non idonea a penetrare nella mucosa intestinale, per la presenza di proteine ATP-binding cassette (ABC) che eliminano a livello dell’intestino tenue sostanze non organiche  e qualora dovessero penetrare nella circolazione portale, il Fegato con le sue Fasi enzimatiche I e II tende ad eliminare grosse quantità di ciò che non viene riconosciuto.

Mentre Flogisen è costituito da due piante in forma fitosomiale, cioè principi attivi processati con lecitina di soia (non OGM) cioè la Curcuma (Meriva Indena) e la Boswellia (Casperome Indena) che garantiscono il massimo passaggio  a livello intestinale e senza attivare o inibire la Fase I e II del fegato e lo Zenzero (estratto secco titolato a al 5% in gingeroli) che garantisce un maggior passaggio di tutte le sostanze essendo un potente natural bioenancher cioè un facilitatore di penetrazione a livello gastrointestinale delle molecole con cui viaggia assieme, oltre che una pianta dalle elevate capacità antinfiammatorie e anticortisolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LO ZENZERO (Zingiber Officinalis)

 

 

 

Lo Zenzero inoltre ha dimostrato queste azioni:

MECCANISMO D’AZIONE

Inibitore delle COX2  e 5 Lipoxigenase e PGE2, NFkb, IL1, IL2, IL6, IL12, TNF alfa, antiallergico stabilizza le Mast cells e inibisce il rilascio di istamina, stimola gli enzimi di Fase II epatici (Nrf2), azione antinausea, herbal biohenancer

Utile per ARTRITI, ARTROSI, ARTRITE REUMATOIDE, DOLORI MUSCOLARI, ASMA, DIABETE.

 

 

LA CURCUMA (Curcuma Longa)

 

 

 

la Curcuma ha dimostrato queste azioni:

MECCANISMO D’AZIONE

Inibisce:NFkB, IL1, IL6, TNF alfa, COX2, PGE2, 5-Lipossigenasi.

Utile per ARTRITE, ARTROSI, ELIMINAZIONE DEGLI AGEs, ELIMINAZIONE METALLI PESANTI, DETOSSIFICAZIONE EPATICA, COLITE, NEURODEGENERAZIONE,SOVRAPPESO,DEPRESSIONE, FIBROMIALGIA

 

L’INCENSO (Boswellia Serrata)

 

 

 

la Boswellia ha dimostrato queste azioni:

Inibizione della sintesi dei leucotrieni per azione specifica sulla 5-lipossigenasi, NFkappaB, TNF alfa, IL1-IL-2, IL-4, IL-6 and IFN-gamma

Utile per DOLORI ARTICOLARI (artrite, artrosi), INFIAMMAZIONI CUTANEE (psoriasi, eczemi), delle MUCOSE (colite ulcerosa, asma, Crohn) NEURODEGENERAZIONE, LEAKY GUT SYNDROME

SINDROME METABOLICA, DIABETE

 

INFIAMMAZIONE E CORTISOLO

 

Come accennato all’inizio uno dei maggiori pericoli di uno stato infiammatorio cronico è la risposta dell’organismo come tentativo di bilanciare la situazione stimolando le surrenali a produrre l’ormone antinfiammatorio cioè il cortisolo. Ormone fondamentale per il controllo dell’infiammazione, il pericolo, però, di una iperproduzione di tale ormone è maggiore forse dell’infiammazione stessa.

 

 

 

 

 

EFFETTI DELL’ECCESSO DI CORTISOLO

 

-Attiva la degradazione del glicogeno

-Attiva la GLUCONEOGENESI a partire dalle proteine

-Stimola la sintesi di tessuto adiposo e ne impedisce il rilascio(insulino-resistenza)

-Riduce la sintesi proteica (tranne che per il tessuto epatico)

-Riduce l’efficacia della risposta immunitaria antivirale e antitumorale incrementando contemporaneamente la produzione di citokine attivatrici del sistema infiammatorio TH2

-Ritarda i processi riparatori

-Aumenta la gittata sistolica e aumenta il tono muscolare periferico con conseguente rialzo pressorio

-Riduce la crescita dei fibroblasti ( collagene, ossa, cute)

-Riduce l’assorbimento calcico a livello intestinale

-Riduce il riassorbimento di acqua, sodio e potassio a livello renale

-Inibisce l’ormone della crescita e altera la funzionalità tiroidea

- Danneggia i neuroni ippocampali, apre i canali del calcio, favorendo morte neuronale per eccesso di produzione di radicali liberi.

 

La curcumina (principio attivo della Curcuma) inibisce il cortisolo per due vie, la prima inibisce la secrezione dell’ormone che ne stimola il rilascio cioè l’ACTH e l’angiotensina II (vedi studi) e la seconda tramite inibizione dell’enzima 11β-HSD1 (11β-Hydroxysteroid dehydrogenase) che è abbondantemente espresso a livello epatico e nel tessuto adiposo dove attiva la produzione di cortisolo tramite riduzione del cortisone, localmente, senza avere rialzi ematici. Il cortisolo espresso a livello epatico induce steatosi epatica e a livello dell’adipocita è uno dei maggiori responsabili dell’obesità viscerale, particolarmente implicata nella sindrome metabolica e le sue conseguenze (diabete II e malattie cardiovascolari). Ovviamente perché questo avvenga è fondamentale che la curcumina penetri a livello cellulare quindi la scelta di una curcumina altamente biodisponibile come quella fitosomata si impone. Analoghi studi dimostrano che anche la Boswellia serrata inibisce in maniera significativa l’espressione dell’enzima 11β-HSD1 (52% e 63% in base alla concentrazione vedi studio). Anche lo zenzero ha dimostrato che inibisce sia la produzione di ACTH che di cortisolo (vedi studio).

 

 

 

 

STUDI SU NFkB E PIANTE

 

Ginger inhibits cell growth and modulates angiogenic factors in ovarian cancer cells

Published online 2007 Dec 20. doi:  10.1186/1472-6882-7-4

Jennifer Rhode,#1

 

Int Immunopharmacol. 2012 Feb; 12(2): 368–377.

Inhibition of the NF-κB signaling pathway by the curcumin analog, 3,5-Bis(2-pyridinylmethylidene)-4-piperidone (EF31): anti-inflammatory and anti-cancer properties

Anlys Olivera,e coll. J Hepatol. Author manuscript; available in PMC 2016 Sep 1.

Published in final edited form as:

 

J Hepatol. 2015 Sep; 63(3): 661–669.

Curcumin effectively inhibits oncogenic NF-kB signaling and restrains stemness features in liver cancer

 

 

Jens U. Marquardt,1 e coll.

J Hepatol.2004 Dec;41(6):926-34.

Curcumin inhibits NF-kappaB activation and reduces the severity of experimental steatohepatitis in mice.

Leclercq IA1e coll.

 

 

Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2008 Feb;28(2):272-7. Epub 2007 Nov 21.
Antiinflammatory and antiatherogenic effects of the NF-kappaB inhibitor acetyl-11-keto-beta-boswellic acid in LPS-challenged ApoE-/- mice.

 

 

 

 

CURCUMINA, BOSWELLIA, ZENZERO E INIBIZIONE DEL CORTISOLO

 

J Nat Prod. 2009 Aug;72(8):1533-7. doi: 10.1021/np900227x.

Curcumin inhibits ACTH- and angiotensin II-stimulated cortisol secretion and Ca(v)3.2 current.

Enyeart JA1, Liu HEnyeart JJ.

 

 

Curcumin as a Potent and Selective Inhibitor of 11β-Hydroxysteroid Dehydrogenase 1: Improving Lipid Profiles in High-Fat-Diet-Treated Rats
Guo-Xin Hu,#1 Han Lin,#2 Qing-Quan Lian,2 Shu-Hua Zhou,1 Jingjing Guo,2 Hong-Yu Zhou,1Yanhui Chu,3 and Ren-Shan Ge2,4,*

Boswellia serrata – Scientific Review on Usage, Dosage, Side Effects …

https://examine.com/supplements/boswellia-serrata/

 

 

Biol Pharm Bull. 2004 Oct;27(10):1679-82.

Comparison of the effects of Sho-hange-ka-bukuryo-to and Nichin-to on human plasma adrenocorticotropic hormone and cortisol levels with continual stress exposure.

Katagiri F1, Inoue SSato YItoh HTakeyama M.

 

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Pubblicato in Naturopatia, News
2 commenti su “CURCUMA, BOSWELLIA E ZENZERO LA TRIADE ANTINFIAMMATORIA E ANTI CORTISOLO
  1. Valeria scrive:

    Flogisen può essere ototossico o comunque procurare disturbi ad un orecchio operato di otosclerosi?

    • Daniele Santagà scrive:

      flogisen è un integratore E pertanto ai dosaggi dati non vi alcun studio di tossicità Ad ogni buon conto se hai una patologia del genere Chiedi al tuo medico curante se puoi prenderlo per quel che ne so io non vi sono studi di tossicità ma comunque sempre di fronte a patologie meglio chiedere al medico curante

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