L’ESSERE SENTIMENTALI NON E’ ESSERE SPIRITUALI OSHO

Un Maestro non deve assecondare i desideri del discepolo, ma essere vero e la verità spesso da fastidio,specie quando tocca le emozioni del discepolo. Spesso si da alle emozioni una importanza eccessiva, ma alla luce della consapevolezza esse sbiadiscono. Uno dei discorsi più diretti e forti di Osho, un grande Maestro che parla da vette elevate.

L’ESSERE SENTIMENTALI NON E’ ESSERE SPIRITUALI

Molte persone pensano che l’essere sentimentali è essere spirituali. Le emozioni sono mentali tanto quanto lo è la tua mente. E quello che chiami cuore è tanto mentale quanto la mente stessa. Puoi diventare emozionale molto facilmente. Tu puoi piangere e gemere, con lacrime che cadono grandi come perle, ma non è nulla di spirituale, le lacrime sono un fenomeno fisico come ogni altra cosa. Gli occhi sono parte del corpo e le emozioni sono un disturbo dell’energia fisica. Tu puoi piangere e gridare, naturalmente ti sentirai alleviato. Ti sentirai rilassato dopo un buon pianto, ti sentirai sollevato. Tutte le donne del mondo lo sanno, lo sanno bene che aiuta..piangono e gridano e si sentono alleviate. E’ una catarsi, ma non c’è nulla di spirituale in tutto ciò. Ma la gente continua a fraintendere…le cose che non sono spirituali continuano a pensare che sono spirituali. La gente viene da me e dice che quando vengono la loro kundalini sta salendo. Hanno degli scossoni nel corpo e pensano di essere diventati molto spirituali. Non c’è niente di spirituale nella kundalini, è una forza fisica. Non essere imbrogliato da questo. Allora altre persone vengono e vedono le luci. Quando chiudono gli occhi cominciano a vedere la luce…null’altro che immaginazione. Va bene dormirai meglio se vedi la luce, perché la tua mente sta diventando più concentrata. Ma ancora è mente. Va bene per quello che è, ma non è niente di spirituale. Allora altre persone vengono e cominciano ad avere delle visioni: Krishna che suona il flauto, Gesù crocefisso, Buddha seduto sotto l’albero del Bodhi. E vengono da me così che io possa certificare, che possa dire “ si hai ottenuto, ti sei realizzato, questa è spiritualità “ Cosa ti puoi aspettare di più? Krishna che suona il flauto, cos’altro? Che esperienza straordinaria. Ma non è nulla di spirituale. Buoni sogni, bei sogni. Gioiscine ma non esserne imbrogliato. Veramente sono dei bei sogni e dopo così tanti incubi che sei passato attraverso, Krishna che suona il flauto, non c’è nulla di male se te lo godi un po’. Puoi anche suonare il flauto con lui e danzargli attorno. Ma non ti illudere, non c’è niente di spirituale.
Allora cos’è la spiritualità? La spiritualità non è un esperienza. Non la puoi sperimentare. Se la sperimenti è qualcosa della mente, qualcosa del corpo, perché come puoi sperimentare te stesso? Il tuo essere non può essere ridotto ad un oggetto. Tu rimani il soggetto, tu sei la soggettività.
OGNI ALTRA COSA CHE PUOI VEDERE NON SEI TU, TU SEI L’OSSERVATORE.
La spiritualità non è un esperienza. Non è un oggetto, non la puoi vedere e osservare. Tu sei quello, l’osservatore, colui che vede. Così allora tutte le esperienze svaniscono. Quando non c’è nulla da vedere, quando non c’è nessun oggetto da osservare, ma solo consapevolezza non ostruita da nessuna esperienza, allora sei diventato spirituale. Kundalini, luci, visioni…tutto scompare. Sono buone indicazioni ch stai crescendo, ma non è niente di spirituale. E il vero maestro non è interessato nelle esperienze del sentiero, è interessato solo alla meta. La via deve essere attraversata, trascesa. Egli è interessato solo in te, nella tua assoluta soggettività, senza oggetto, senza esperienze…nulla, quando la tua esperienza brucia come una fiamma nel cielo vuoto, neanche una brezza, nulla, nessun Dio…
Nella spiritualità non c’è Dio, questo è il perché..buddisti, jainisti…non pensare al cristianesimo, ai mussulmani e alla tradizione ebraica come ai depositari della religione, perché continuano a pensare di esperienze, dio, angeli…continuano, felicità, beatitudine, continuano a parlare di esperienze. La spiritualità è oltre tutto ciò. E’ l’oltre stesso. Solo tu rimani, consapevole, pienamente sveglio, risvegliato, e tutto il resto scompare. In questo vuoto totale brucia la fiamma della soggettività, dell’assoluta solitudine, consapevolezza…..ricordati di questo

OSHO da JUST LIKE THAT

"Un Maestro non deve assecondare i desideri del discepolo, ma essere vero e la verità spesso da fastidio,specie quando tocca le emozioni del discepolo. Spesso si da alle emozioni una importanza eccessiva, ma alla luce della consapevolezza esse sbiadiscono. Uno dei discorsi più diretti e forti di Osho, un grande Maestro che parla da vette elevate.    L’ESSERE SENTIMENTALI NON E’ ESSERE SPIRITUALI    Molte persone pensano che l’essere sentimentali è essere spirituali. Le emozioni sono mentali tanto quanto lo è la tua mente. E quello che chiami cuore è tanto mentale quanto la mente stessa. Puoi diventare emozionale molto facilmente. Tu puoi piangere e gemere, con lacrime che cadono grandi come perle, ma non è nulla di spirituale, le lacrime sono un fenomeno fisico come ogni altra cosa. Gli occhi sono parte del corpo e le emozioni sono un disturbo dell’energia fisica. Tu puoi piangere e gridare, naturalmente ti sentirai alleviato. Ti sentirai rilassato dopo un buon pianto, ti sentirai sollevato. Tutte le donne del mondo lo sanno, lo sanno bene che aiuta..piangono e gridano e si sentono alleviate. E’ una catarsi, ma non c’è nulla di spirituale in tutto ciò. Ma la gente continua a fraintendere…le cose che non sono spirituali continuano a pensare che sono spirituali. La gente viene da me e dice che quando vengono la loro kundalini sta salendo. Hanno degli scossoni nel corpo e pensano di essere diventati molto spirituali. Non c’è niente di spirituale nella kundalini, è una forza fisica. Non essere imbrogliato da questo. Allora altre persone vengono e vedono le luci. Quando chiudono gli occhi cominciano a vedere la luce…null’altro che immaginazione. Va bene dormirai meglio se vedi la luce, perché la tua mente sta diventando più concentrata. Ma ancora è mente. Va bene per quello che è, ma non è niente di spirituale. Allora altre persone vengono e cominciano ad avere delle visioni: Krishna che suona il flauto, Gesù crocefisso, Buddha seduto sotto l’albero del Bodhi. E vengono da me così che io possa certificare, che possa dire “ si hai ottenuto, ti sei realizzato, questa è spiritualità “ Cosa ti puoi aspettare di più? Krishna che suona il flauto, cos’altro? Che esperienza straordinaria. Ma non è nulla di spirituale. Buoni sogni, bei sogni. Gioiscine ma non esserne imbrogliato. Veramente sono dei bei sogni e dopo così tanti incubi che sei passato attraverso, Krishna  che suona il flauto, non c’è nulla di male se te lo godi un po’. Puoi anche suonare il flauto con lui e danzargli attorno. Ma non ti illudere, non c’è niente di spirituale.  Allora cos’è la spiritualità? La spiritualità non è un esperienza. Non la puoi sperimentare. Se la sperimenti è qualcosa della mente, qualcosa del corpo, perché come puoi sperimentare te stesso? Il tuo essere non può essere ridotto ad un oggetto. Tu rimani il soggetto, tu sei la soggettività.  OGNI ALTRA COSA CHE PUOI VEDERE NON SEI TU, TU SEI L’OSSERVATORE.  La spiritualità non è un esperienza. Non è un oggetto, non la puoi vedere e osservare. Tu sei quello, l’osservatore, colui che vede. Così allora tutte le esperienze svaniscono. Quando non c’è nulla da vedere, quando non c’è nessun oggetto da osservare, ma solo consapevolezza non ostruita da nessuna esperienza, allora sei diventato spirituale. Kundalini, luci, visioni…tutto scompare. Sono buone indicazioni ch stai crescendo, ma non è niente di spirituale. E il vero maestro non è interessato nelle esperienze del sentiero, è interessato solo alla meta. La via deve essere attraversata, trascesa. Egli è interessato solo in te, nella tua assoluta soggettività, senza oggetto, senza esperienze…nulla, quando la tua esperienza brucia come una fiamma nel cielo vuoto, neanche una brezza, nulla, nessun Dio…  Nella spiritualità non c’è Dio, questo è il perché..buddisti, jainisti…non pensare al cristianesimo, ai mussulmani e alla tradizione ebraica come ai depositari della religione, perché continuano a pensare di esperienze, dio, angeli…continuano, felicità, beatitudine, continuano a parlare di esperienze. La spiritualità è oltre tutto ciò. E’ l’oltre stesso. Solo tu rimani, consapevole, pienamente sveglio, risvegliato, e tutto il resto scompare. In questo vuoto totale brucia la fiamma della soggettività, dell’assoluta solitudine, consapevolezza…..ricordati di questo    OSHO da JUST LIKE THAT"

 

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