L’IMPORTANZA DELL’AZIONE ANTIOSSIDANTE NELLA PRATICA SPORTIVA

La pratica sportiva, specialmente se praticata a livello agonistico o anche amatoriale ma prolungata nel tempo e intensa, provoca un aumento dello stress ossidativo cellulare.

Lo stress ossidativo cellulare è una condizione in cui avviene una produzione di radicali liberi (molecola o atomo che contiene un elettrone spaiato nella sua orbita esterna) che supera la produzione di difese antiossidanti ed sono causa d’ invecchiamento precoce e di danno alle strutture cellulari, sia connettivali (tendini, muscoli, legamenti, cartilagini ecc.) che strutture organiche

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I RADICALI LIBERI

La produzione di radicali liberi è un processo normale nell’organismo nella produzione energetica dove i nutrienti (carboidrati, grassi e proteine) vengono trasformati in energia all’interno dei mitocondri, le centraline energetiche dove avviene questo processo (ciclo di Krebs  e fosforilazione ossidativa). Se la trasformazione dei nutrienti è corretta e avviene in presenza di ossigeno (fase aerobica) si produce energia (sottoforma di ATP) H2O, CO2, e calore, circa il 95% della trasformazione in energia dei substrati energetici avviene in questo modo.

Una piccola parte, circa il 5%, di questa trasformazione comunque da luogo ad alterazioni dell’ossigeno utilizzato, durante la pratica intensa e questa percentuale aumenta proporzionalmente alla durata e all’intensità dello sforzo.

Il primo radicale libero che si forma si chiama superossido anione, in quanto ha un elettrone in più . Questo radicale libero cercherà quindi di cederlo dove può, come ad esempio ai grassi polinsaturi delle membrane cellulari, danneggiandole.

 

LE DIFESE ANTIOSSIDANTI

Questa situazione di solito viene bloccata da un enzima intracellulare il superossido dismutasi (zinco/rame e manganese dipendente) che si combina con il superossido anione formando acqua ossigenata H2O2, una molecola comunque altamente reattiva in grado di danneggiare le strutture delle membrane cellulari. L’acqua ossigenata, se supera una certa quantità, può creare danni all’organismo. Ad esempio l’acqua ossigenata si può legare al ferro dando origine alla reazione di Fenton che provoca la formazione del RADICALE IDROSSILICO, OH. Una temibile sostanza che ha poche sostanze endogene in grado di neutralizzarla( Nadh, Melatonina) Se il corpo sta bene in salute, allora all’interno della cellula allora intervengono altri due enzimi la Catalasi e la Glutatione perossidasi che trasformano l’acqua ossigenata in due innocue molecole d’acqua.

 

I MIGLIORI ANTIOSSIDANTI PER GLI SPORTIVI

 

Gli sport si possono dividere in due categorie distinte, quelli aerobici (bicicletta, jogging, corsa lunga, nuoto, golf ecc) dove il carburante principale è il glicogeno prima e poi il grasso, e gli sport prevalentemente anaerobici, di velocità e potenza nel breve periodo (gara di karate, pesistica, scatti veloci ecc) dove il carburante per i primi secondi è l’ATP muscolare e il creatin fosfato e poi il glicogeno. Negli sport misti si usano i tre carburanti. Mentre gli sport aeorobici di media o lunga durata (dai 45min in su) producono progressivamente sempre più radicali liberi, gli sport di alta intensità e breve durata producono acido lattico il quale aumenta l’infiammazione che libera radicali liberi.

Vista la grande quantità di antiossidanti presenti in natura soprattutto nella dieta a basa vegetale si consiglia vivamente di abbondare in verdura, frutta e nelle spezie , quali il curry, lo zenzero, il peperoncino ecc. se l’attività non eccede in durata (più di 45 minuti) e in intensità (gare o allenamenti intensi) la dieta può essere più che sufficiente se come suddetto abbondiamo in frutta, verdura e spezie e usiamo bevande antiossidanti quali il the verde.

Se si desidera aumentare il tempo della performance e/o l’intensità, soprattutto quando si avanza con l’età (minor sintesi enzimatica) conviene utilizzare in maniera personalizzata, in base all’età, al tipo di sport, alla durata, al clima ecc. degli integratori e visto il consistente numero di sostanze presenti nel mercato è meglio selezionare integratori che possano essere multifattoriali, vediamone alcuni, tra i più importanti.

 

ACIDO ALFA LIPOICO ACETIL CARNITINA L CARNOSINA IL TRIO ANTIAGE

 

In uno studio pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, rivista scientifica statunitense , organo ufficiale della United States National Academy of Sciences , il biochimico Bruce Ames e un team di scienziati, hanno descritto la potente abilità  sinergica dell’acido alfa lipoico e l’acetil carnitina nel combattere l’invecchiamento.

Insieme questi due nutrienti, hanno dimostrato un azione antidiabetica riducendo l’insulino resistenza, di migliorare la salute del cuore, di mantenere la corretta funzione cognitiva, di supportare la produzione di energia, di proteggere il corpo dalle radiazioni e dalle sostanze chimiche e dai metalli pesanti e di modulare la funzione immunitaria riducendo l’infiammazione. Quando queste due sostanze sono combinate con la carnosina, un potente trio per la longevità è creato.

 

ACIDO ALFA LIPOICO

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AZIONE ANTIOSSIDANTE L’acido lipoico o acido tiottico in quanto contiene zolfo, è uno dei maggiori antiossidanti e rigeneranti degli stessi (glutatione, vit C, vit. E) . È altamente assorbibile attraverso la membrana cellulare; è sia liposolubile sia idrosolubile, svolgendo la sua azione antiossidante all’interno e a all’esterno della cellula. Grazie al gruppo tiolico (gruppo solfidrico contenente zolfo) è in grado di eliminare i metalli pesanti, di ridurre l’infiammazione dell’intestino e di sostenere la detossificazione epatica.

 

AZIONE METABOLICA L’acido alfa lipoico è coinvolto nella trasformazione del glucosio  e dei grassi in energia, trasforma l’acido piruvico derivante dalla trasformazione dei carboidrati  in acetilcoenzima A, tappa fondamentale del ciclo di Krebs che produce energia in forma aerobica come detto precedentemente, se questa tappa metabolica non funziona in maniera adeguata avremo la trasformazione dell’acido piruvico in acido lattico, secondo il Dr. Hans Tritshler l’acido lipoico può aumentare la conversione di glucosio in ATP del 40% e questa è una condizione essenziale per avere sempre “carburante” a disposizione negli sport di endurance.

 

ACETIL CARNITINA

 

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L-acetilcarnitina, è una forma acetilata della L-carnitina. L’Acetilcarnitina viene sintetizzata nei mitocondri. L’ Aceti-Carnitina facilita l’entrata dell’acetil-Co-A all’interno dei mitocondri durante l’ossidazione energetica dei grassi e aumenta la produzione di acetilcolina.

AZIONE ANTIOSSIDANTE

In questo studio pubblicato su Ann N Y Acad Sci. 2004 Nov. Dal titolo
Comparison of the effects of L-carnitine and acetyl-L-carnitine on carnitine levels, ambulatory activity, and oxidative stress biomarkers in the brain of old rats.
Liu J1, e coll. si evidenzia come la sola acetil carnitina rispetto alla L-carnitina è stata in grado di diminuire i danni da stress ossidativo, incluso la riduzione della malondialdeide, indicatore di danno alle membrane cellulari e di lipoperossidazione del colesterolo “cattivo” LDL, condizione che aumenta il rischio di formazione della placca ateroma sica ed è presente sia nei fumatori, sia nei malati cronici e purtroppo anche negli sportivi che esagerano nella pratica.

 

AZIONE METABOLICA

L’Acetil carnitina facilita l’assorbimento di acetilcoenzima A nel mitocondrio durante l’ossidazione degli acidi grassi, in altre parole, facilita l’entrata degli acidi grassi a lunga catena (trigliceridi) nei mitocondri ossia le centraline energetiche della cellula, dove vengono trasformati in energia. Aumenta anche la formazione di acetil colina, neurotrasmettitore fondamentale sia del sistema nervoso centrale dove è essenziale per la memoria, per le funzioni cognitive e per il controllo del movimento sia a livello del sistema nervoso periferico dove ha funzione eccitatoria dei muscoli volontari, mentre a livello del sistema nevoso neurovegetativo attiva il sistema parasimpatico che ha funzioni rilassanti. E moltissime altre azioni non ultima la minor formazione di acido lattico.

 

L CARNOSINA

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La Carnosina è un dipeptide ottenuto dalla reazione di condensazione tra β-alanina ed L-istidina. Si trova prevalentemente nel cervello e nei muscoli. Ha proprietà antiossidanti, anti-invecchiamento e antiglicazione

 

ATTIVITA’ ANTIOSSIDANTE

Nella Review apparso nel 2009 su Adv Food Nutr Res. dal titolo

Carnosine and its possible roles in nutrition and health.

Hipkiss AR1  dove si evidenzia che la carnosina può esercitare azioni antiage nell’uomo, e le sue attività includono l’azione scavenger ossia spazzino di radicali liberi sia quelli derivanti dall’ossigeno, come il superossido anione, l’acqua ossigenata e l’ossigeno singoletto, sia le specie reattive dell’azoto come il superossido di azoto e l’ossido di azoto. Inoltre chela metalli pesanti come il rame in eccesso ed espleta azione antiglicazione e anticrosslinking, situazioni di danno alle strutture nervose, tipiche del soggetto diabetico, in cui gli zuccheri si coniugano in maniera anomala alle proteine e di cui l’emoglobina glicata ne è l’indicatore principale. La carnosina ci protegge anche dalla perossidazione dei grassi riducendo i livelli di malondialdeide, di acetaldeide e di metil glyoxal. Inoltre da studi su animale si evince che la carnosina riduca l’accumulo delle temutissime proteine beta amilode (tipiche dell’Alzheimer) a livello dell’ippocampo. (area cerebrale che facilita l’integrazione della memoria a breve termine in memoria a lungo termine e ha un ruolo fondamentale nella memoria semantica e dichiarativa oltre che nella memoria spaziale)

 

AZIONE METABOLICA

 

L’azione metabolica più importante per gli sportivi è sicuramente l’azione tampone nei confronti dell’acido lattico. La carnosina è presente nelle fibre muscolari di tipo II cioè quelle a contrazione rapida e che possono eseguire uno sforzo limitato nel tempo perché riescono a produrre energia in assenza di ossigeno, anaerobiche. Questa via di  produzione energetica è limitata dall’eccesso di acido lattico e ioni H+ (idrogenioni acidi) che queste lasciano come residuo, ed è uno dei fattori limitanti nel tempo di esecuzione. Tamponando gli ioni H+ si mantiene la forza muscolare per un tempo più lungo, importante per eseguire dei gesti atletici rapidi e continui. Inoltre è una sostanza che agisce a livello intracellulare (dove viene prodotto l’acido lattico) mentre altre sostanze tampone come il bicarbonato di sodio agiscono a livello extracellulare.

La carnosina aumenta la fosforilazione ossidativa (aumenta la produzione di ATP) e la sua liberazione da parte delle cellule muscolari, inoltre incrementa la capacità di trasporto di ossigeno dell’emoglobina. In sintesi: aumenta la produzione di energia, riduce radicali liberi e acidi, diminuendo l’affaticamento e migliorando la performance globale.

nevranil

Pubblicato in Naturopatia, News
2 commenti su “L’IMPORTANZA DELL’AZIONE ANTIOSSIDANTE NELLA PRATICA SPORTIVA
  1. Complimente per aver affrointato con cura e dettaglio un tema cosi delicato per agonisti e non. Sicuramente il prodotto consigliato e uno dei migliori.

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