Tecnica miotensiva di Mitchell o Muscle Energy Technique

muscle-energy

Questa tecnica viene anche detta contracter relacher o Muscle Energy Technique  (MET). Questa tecnica è stata descritta per la prima volta nel 1948 da Fred Mitchell Sr D.O.

T.J RUDDY

Ai quei tempi esistevano già delle forme simili, il primo precursore fu T.J. Ruddy un Osteopata americano che a cavallo tra gli anni 40 e 50 sviluppo un metodo di trattamento in cui faceva fare ai pazienti delle rapide contrazioni contro resistenza che chiamò “RAPID RESISTIVE DUCTION”, da questa metodica Fred Mitchell senior prese le basi per l’evoluzione chiamata MET, anzi in realtà sarebbe più corretto usare il plurale MET’s in quanto esistono diversi modi di applicare queste tecniche come vedremo più avanti. Il metodo di Ruddy prevede una serie di rapide contrazioni contro resistenza tipo 20 contrazioni in 10 secondi. Egli suggeriva che queste contrazioni migliorassero l’ossigenazione locale, così come la circolazione di ritorno, venoso-linfatica. Inoltre sosteneva essere utile nel migliorare la postura sia statica che dinamica a causa degli effetti propriocettivi ed enterocettivi.

La tecnica MET nasce dagli ambienti osteopatici americani di quel periodo, ma bisogna anche ricordare in sincronia temporale nell’evoluzione di metodi di trattamento che coinvolgevano sia la contrazione isometrica sia lo stretching si stavano sviluppando indipendentemente negli ambienti  della Fisioterapia di allora, e vennero chiamati FACILITAZIONE PROPRIOCETTIVA NEUROMUSCOLARE (PNF) ancor oggi un metodo molto usato specialmente dagli sportivi di alto livello.

FRED MITCHELL SENIOR

Pur non essendo il frutto di una sola persona la nascita di queste tecniche sicuramente il maggior credito va a Fred Mitchell senior, per aver gettato le basi della tecnica oggi più utilizzata di MET anche se poi il figlio ed altri migliorarono e crearono delle varianti.

Molto interessante la frase che Mitchell (1958) riprese citando il fondatore dell’Osteopatia Andrew Taylor Still:

Il tentativo di normalizzare l’integrità di un’articolazione prima di aver riportato alla normalità i muscoli e i legamenti equivale a mettere il carro davanti ai buoi.

PHILIPPE GREENMAN

Il Professore di biomeccanica Philip Greenman (1996) sintetizzò i potenziali benefici della corretta applicazione di MET.

Le funzioni di ogni articolazione del corpo che possa essere mossa da un’azione volontaria dei muscoli, sia direttamente che indirettamente, può essere influenzata dalla Muscle Energy Tecnique. MET può essere utilizzata per allungare un muscolo accorciato, contratto o spastico; rinforzare un muscolo fisiologicamente debole o gruppi di muscoli; ridurre un edema localizzato, dar sollievo ad una congestione passiva e mobilizzare un’articolazione con ristretta mobilità.

SANDRA YALE

Il medico osteopata Yale (1991) aggiunge:

Muscle Energy Techniques sono particolarmente efficaci nei pazienti con dolori importanti da disfunzione somatica come quelli che hanno avuto un colpo di frusta da incidente automobilistico, o pazienti con spasmi muscolari importanti in seguito a caduta. I metodi MET sono anche eccellenti modalità di trattamento.

Per pazienti ospedalizzati o allettati. Possono essere utilizzate in pazienti anziani che possono avere severe restrizioni di movimento dovute ad artriti, o con ossa osteoporotiche.

Da come si intuisce queste tecniche servono sia allo sportivo agonista per recuperare mobilità in seguito a contratture o post-traumatiche, sia per

migliorare il range fisiologico di movimento articolare sia al paziente anziano, dolente, allettato o osteoporotico. Ovviamente una diversa modalità di trattamento deve essere adottata e in questo stanno le diverse modalità di esecuzione della tecnica.

KARELL LEWIT

Un termine molto usato nei più recenti sviluppi delle tecniche di Muscle Energy Technique è Post Isometric Relaxation (PIR) questo soprattutto in relazione ai lavori Karel Lewit di Praga(1999). Il PIR è l’effetto di una diminuzione del tono  sperimentato da un muscolo o un gruppo di muscolo, dopo un breve periodo susseguente ad una contrazione isometrica.

Le caratteristiche del PIR secondo Lewit:

1) Il muscolo ipertonico viene portato, senza sforzo e senza rimbalzi sino al punto in cui vi è un minimo dolore o se non c’è dolore sino a dove una certa resistenza al movimento viene notata, ovvero sino alla barriera motoria

2) Il paziente GENTILMENTE  contrae il muscolo ipertonico per un tempo che va dai 5 ai 10 secondi contro resistenza uguale in maniera che non vi sia movimento del muscolo, contrazione quindi isometrica. Normalmente Lewit in questa fase fa INspirare il paziente.

3) Questo è il punto caratteristico di questo metodo. Il paziente contrae il muscolo solo per il 10-20% della sua forza.

4) Dopo lo sforzo, al paziente viene chiesto di ESpirare completamente, e solo alla fine dell’espirazione il muscolo viene portato ad una nuova barriera motoria semplicemente rimuovendo lo slack e portandolo finchè viene facilmente senza indurre uno stretching forzato, per evitare lo stretch reflex prodotto dal fuso neuromuscolare. Questo periodo di rilassamento post contrazione utilizzato per rimuovere lo slack allungare dolcemente verso una nuova barriera motoria dura all’incirca 15-30 secondi.

5) L’operazione viene ripetuta 2 o 3 volte, l’ultima fase di rilassamento dura circa 25-30 secondi, un tempo considerato adeguato per adattarsi alla nuova posizione di allungamento.

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